Recentemente il titolare di un negozio specializzato in dispositivi per la sicurezza e l’antinfortunistica si è rivolto al nostro studio per verificare due rapporti di conto corrente sorti agli inizi del 2009.

A seguito di una nostra accurata valutazione dei contratti di conto corrente ed affidamento è emersa la presenza di interessi usurari ab origine quantificati in circa 8.400 euro: la situazione, pur lampante dal punto di vista delle irregolarità, andava attentamente valutata con riferimento ai costi che il cliente avrebbe dovuto sostenere per avviare una controversia (perizia tecnica, avvocato, tribunale, etc.).

Visto l’importo contenuto, si è quindi deciso di ricorrere all’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), un organismo di mediazione stragiudiziale che è espressione degli stessi istituti di credito (ossia pro banca), dal costo molto contenuto (la presentazione del ricorso costa 20 €), e dai tempi di risposta relativamente brevi (90 giorni teorici).

Nonostante l’ABF sia nato per risolvere le controversie con gli istituti di credito senza la necessità di appoggiarsi ad un legale o ad un consulente tecnico, la tecnicità dell’argomento nonchè la complessità della predisposizione del ricorso fanno si che sia praticamente impossibile non avere un professionista di riferimento (che ha un costo e che, pertanto, potrebbe scoraggiare i contenziosi economicamente poco rilevanti).

Dopo circa un anno e con la possibilità di una sola replica alle deduzioni della banca (ricordiamo che in un processo civile, per argomentare le proprie ragioni, vi sono oltre all’atto introduttivo, le udienze, 3 memorie, la CTU, le precisazioni delle conclusioni), l’Arbitro Bancario e Finanziario non ha accolto il ricorso perchè, a suo dire, “si richiedeva una consulenza tecnica” (la classica risposta di chi non vuole prendere posizione).

Ora, se l’ABF si occupa di contratti bancari, come può non entrare nella questione tecnica? (come invece già fa riguardo ai finanziamenti ed al rimborso delle polizze non godute).
Da osservare, infine, che la nostra richiesta era corredata da una sereie di conteggi che richiedevano solo di essere verificati (che è come chiedere ad un bambino se 2+2=4).

In conclusione possiamo con certezza affermare che ricorrendo all’ABF è impossibile contestare l’usura.

Se desideri una valutazione seria e professionale dei tuoi rapporti bancari, una perizia tecnica o un consulente di parte di comprovata esperienza, contattaci senza impegno e sapremo fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno.

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