Financelab riceve continuamente richieste di verifca dei contratti di mutuo al fine di controllare la presenza di usura originaria: tutto questo non avrebbe un gran risalto se le informazioni circolanti in rete fossero più precise ed indicassero le reali possibilità di riuscita della contestazione.

Il caso che solitamente viene presentato è quello del mutuo per l’acquisto di un immobile: se la somma degli interessi corrispettivi e di quelli di mora risulta superiore al tasso soglia alla data della stipula, è possibile, in base alla normativa vigente ed anche ad una recente sentenza della Cassazione, considerare il contratto in usura (ATTENZIONE! La sentenza 350/2013 non suggerisce di sommare il tasso nominale con quello di mora per determinare l’usura contrattuale, bensì di sommare gli interessi nominali con quelli di mora).

Purtroppo il sistema giudiziario italiano non permette un’univoca interpretazione della specifica questione, per questo motivo, in base all’orientamento maggioritario dei tribunali italiani (ad esempio, Tribunale di Napoli del 28.01.2014 e Tribunale di Milano del 28.01.2014) e in base al “buon senso” di chi valuta oggettivamente il caso, se non sono presenti ritardi nei pagamenti (con conseguente applicazione di interessi di mora) difficilmente appare sostenibile l’usurarietà contrattuale per via del superamento del limite normativo da parte del tasso di mora.

Questo è il motivo che ci spinge a scoraggiare contestazioni ove non sia palese l’usura, evitando perciò inutili spese al cliente e conseguenti insoddisfazioni. Qualora invece fossero presenti più ritardi nei pagamenti e relativi interessi di mora o nel caso di rinegoziazioni, è possibile effettuare un’analisi approfondita presentando oltre al contratto di mutuo anche tutte le distinte di pagamento.

Per rendere trasparente il processo di valutazione offerto dallo Studio Financelab, presentiamo un caso pratico con il relativo approfondimento.

Esempio corretto di valutazione contrattuale di un mutuo:

  • Mutuo: 150.000 €
  • Durata: 15 anni (180 rate mensili)
  • Tasso: Euribor a 3 Mesi – media mese precedente, valore 0,754% maggiorato di uno spread di 3,70 punti
  • Tasso Mora: 2,00%
  • Data stipula contratto: 20 Ottobre 2009

Spese concordate contrattualmente:

  • Spese di istruttoria: 1.500 € alla stipula
  • Commissioni di intermediazione: 300 € alla stipula
  • Spese di riscossione: 5 €/rata
  • Comunicazioni periodiche: 25 €/anno
  • Altre spese ricorrenti: 12 €/rata

Si procede col calcolare il Tasso Nominale Annuo (TAN) che corrisponde a 4,454% alla data di stipula (successivamente varierà di mese in mese secondo l’indice Euribor).

Occorre quindi valutare il costo complessivo dell’operazione di credito espresso dal tasso effettivo (TAEG/TEG) che tiene conto di tutte le spese sostenute.

Dallo sviluppo del piano contrattuale di ammortamento si ottiene un TAEG di 4,880%, superiore al tasso soglia della categoria in oggetto (il tasso soglia al 4° trimestre 2009 per un mutuo a tasso variabile è del 4,875%).

In questo caso, pertanto, è possibile affermare che il contratto è in usura originaria, soggetto alla sanzione di ripetizione della quota interessi fino a quel momento versata e l’azzeramento di quelli futuri.

Se il TAEG fosse stato inferiore al tasso soglia la contestazione sarebbe stata comunque possibile solo a fronte dell’applicazione del tasso di mora che, già da sè, appare superiore al limite imposto dalla normativa.

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